Fate, Piccolo Popolo, leggende e...

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FESTE E TRADIZIONI

  Il Giorno di Calendimaggio e la Danza di Beltane  Yule... il Solstizio d'Inverno  

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La cultura religiosa celtica considerava il mondo, la natura e le sue manifestazioni viventi, immersi in un fluido eterico invisibile nel quale esseri inimmaginabili e senza dimensione (quali déi o demoni ) vivevano un’ eterea esistenza che a pochi mortali era dato cogliere e percepire. Il mondo delle foreste, dei boschi cupi ed impenetrabili, risonanti di echi lontani; il fulgore della vegetazione rigogliosa pervasa dai raggi solari, i misteriosi baratri fra rocche di pietra ed absidi di basalto, erano per i Celti, il più grande tempio vivente che ospitava la forza magica immanente del creato e dei suoi innumerevoli esseri.
Questa forza occulta e magnetica della Natura era considerata presente in ogni specie vivente, tenendo ben presente che per i Celti ogni presenza naturale era dotata di oscura vitalità: piante, pietre, fulmini, tempeste, esseri animali ed umani erano pervasi da questa sorta di anima magica che rappresentava il doppio sottile della loro esistenza fisica proiettato nella dimensione parallela dell’universo di Faerie.
Nei luoghi sacri l’esorbitante e sovrabbondante presenza di tali energie magnetico - sottili permetteva l’affiorare di fenomeni magici ai quali i Celti consacravano i loro riti più vivi e partecipi: la natura si animava allora di una vita arcana e misteriosa che poteva essere volta a vantaggio dell’uomo oppure a suo danno inesorabile.
Questa sezione è per l’appunto, dedicata alle varie e numerose tradizioni celtiche.
Alcune perse tra i petali del tempo, altre ancora praticate… ma da pochi.

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