Fate, Piccolo Popolo, leggende e...

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FATE DELLE ACQUE E MELUSINE

  La leggenda della Melusina del Poitou  

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Le Melusine sono propriamente Fate delle acque, conosciute da poche lontane ed entrate nella tradizione popolare poco prima del XIV secolo, quando ne troviamo traccia nei racconti raccolti da Jean D’Arras in “Livre de Mèlusine”.
In origine questa creature erano donne bellissime e ammaliatrici, del tutto simili alle fate che vivevano sulla terra, ma poi con il passare del tempo alcune di loro assunsero un altro aspetto, diciamo così più “acquatico”, divenendo simili alle Sirene.
Per questo motivo alcuni sostengono che si tratti comunque di Elfi delle Sorgenti a tutti gli effetti, poi mutatisi in un ceppo che andò a vivere in simbiosi con il mare nel corso delle ere. Le fate delle Sorgenti, ma il nome è troppo generico a dire il vero, raccolgono una vasta famiglia di creature femminili che vivono disseminate un po’ qua e un po’ là in tutta Europa. Particolarmente conosciute sono le Donne delle Fontane, splendide fanciulle che mostrano spesso agli umani, in prossimità di fontane e sorgenti, intente a pettinarsi i lunghi capelli biondi.
Qualcuno sostiene che siano le discendenti dirette delle druidesse dell’antica Gallia,
che in origine dovevano essere nove, ma questo non è per nulla certo; è più probabile invece che vi sia una diretta discendenza con la progenie dei Korred, gli Elfi Scuri che vivono sotto i Dolmen e i Menhir.
Come si siano però mutate in Fate delle Acque non è però dato a sapere;
di fatto, con il trascorrere delle ere queste creature sono diventate sempre più
eteree e diafane. In primavera le Donne delle Fontane tengono un convivio durante il quale si scambiano i segreti della natura, leggono poesie e interrogano gli astri per conoscere il futuro. E guai se un rappresentante delle Gente Alta osa intervenire o
disturbare in qualsiasi modo questa riunione: sarebbe la morte sicura!
Le Donne Cigno sono splendide creature diffuse in tutta la Germania; eteree e fascinose vergini dalla chioma d’oro, vivono nei pressi dei fiumi e, quando fanno il bagno, depongono sulla riva l’anello incantato – chiamato Schwanring – e il loro abito di piume (Schwanhemd) e si fanno vedere in tutta la loro beltà.
Ma, se vederle è un gran piacere ancora meglio sarebbe riuscire ad afferrare l’anello magico e l’abito, perché chi se ne appropria le tiene saldamente in pugno e riuscirà a farsi obbedire in tutto e per tutto. Se poi l’ardimentoso volesse infilarsi l’anello al dito e il vestito, si muterebbe immediatamente in un magnifico cigno. Purtroppo non è facile al giorno d’oggi imbattersi in una di queste magnifiche creature anche perché,
a causa dell’alto tasso d’inquinamento dei fiumi, molte di loro hanno praticamente rinunciato a fare il bagno. Un cenno a parte merita anche la bella Lau, che viveva nello stagno Blautopf, una pozza d’acqua rotondeggiante e di un bel colore blu intenso, presso Blaubeuren.
Quando era arrabbiata, faceva ribollire e traboccare l’acqua, e in questo modo la piccola cittadina veniva inondata. Per evitare tutto questo i nativi offrivano doni di ogni genere, e questo perdurò a lungo anche dopo l’avvento del cristianesimo, tanto che i monaci locali, cercarono di proibire questa usanza pagana.

(Le Creature del Piccolo Popolo - Guida da campo alla ricerca di Elfi,
Gnomi, Fate e Spiriti Inquieti di Dario Spada)

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Commenti
vi ho trovato ora e devo dirvi che la favola delle ragazze cigno era la mia preferita da bambina
26/01/10 09:46 - magral